Dettaglio lettera GAG0393

Scheda

Titolo: Lettera GAG0393

Data: 1542.07.14

Anno: 1542

Luogo: Pontecorvo

Mittente: Giovanni Andrea Gesualdo

Destinatario: Francesco Orsini

Sesso Mittente: M

Sesso Destinatario: M

Redattore: Gloria Fiorentini

Trascrizione

b. 91/3 doc. 393 Giovanni Andrea Gesualdo
Ill.mo et R.mo s.or mio singulare
Poiché da sì lungo tempo in qua mi vieta fortuna il poter rivedere | e visitare v.s.i. presentialmente e corporalmente come sarebbe | il desiderio mio, e sì come richiede l’affetione e la servitù mia verso | di lei; non intendo per questo io di no(n) satisfare almeno in parte a quel | che mi si conviene; o di lassare di salutarla con lettere hora che | m’occorre sì bella commodità per la venuta di m(esser) Perseo suo no(n) | men fedele ch(e) antico servitore : e con la bocca di lui basarle la mano, | perché questo è in potestà mia : anzi mi giudicarei degno di giustissima | riprensione, se in qualunque maniera potessi, a lei non dimostrassi | qualche segno e qualche parte del mio buon volere. Io spesso | et ogni volta che l’occasione m’è data, non solo il R. Mons.or di Ci=//vita, ma qualunque altra persona mi sappia dare di lei novella, accura-//tamente e con diligenza del suo stato addomando: e prendo mera-//vigliosa consolatione della prosperità di lei, ma certo molto maggio-//re de laudevoli et honorati studi delle buone lettere : alli quali odo | esser lei molto inchinata et intenta per quanto la cura del governo | e dele cose alte le concedi di tempo. Conciosiaché in quelli perse=//verando non solo le sia manifesto e chiaro quale essere debbia una vita | signorile, e quello che ad un prencipe in sì alto grado posto si convenga, | la cui vita et opere et attioni alli occhi di tutti li huomini del mondo | sono esposte e palesi : ma si acquistarà anchora una felicità perfetta | quale haver si può in questa vita mortale, et una tranquillità dell’ani-//mo mirabile : e quivi pascerà con dolcezza e soavità inaudita li spirti | e le principali virtù dell’anima. Di che non solo a lei, ma a tutti coloro | che veramente e di cure l’amano, seguirà piacere e gloria grande | et a me spetialmente, il quale ardisco di pormi in quel numero, anchora
[1v] che in stato tal mi ritruovi al presente, onde chiare veggia la | maggior parte dele mie speranze esser dileguata da’ venti : | e come disse il greco proverbio ????a?e? ? ??sa???? | pef??e?. Ho preso anchora più che †merzano† allegrezza | che m(esser) Perseo venga alla chiamata di v.s.i. et benché io sia | presago dovermi rimanere senza la sua dolcissima conversatione, | nondimeno per molte cagioni me ne consolo e ne prendo conforto | sperando ch’ella servir se ne debbia volentieri, come di persona ex//perta e sagace, et altresì come di antico e lealissimo servitore. Il quale | se oltre ogni sua credenza ha indugiato il suo venire, non è perché | egli non habbia havuto pronto sempre il pensiero in obbedirle velo-//cemente : ma è avvenuto per varij impedimenti di fortuna, e per | importantissime occupationi che l’hanno indegnamente avviluppa-//to e ritenuto; di chi posso io medesimo far buona e chiara testimo-//nianza per essermi spesso ritrovato in fatto. Qui non è di mestiere, | ch’io mi stenda in raccommandarle esso m(esser) Perseo, e ramentarle | quanto debbia caro haversi, e quanto importi un buon servitore et | antico, il cui valore e la cui diligenza e sofficienza per vere pruove | è a lei nota e manifesta: la qual cosa è hoggi rara al mondo: sì per//ché mi rendo certissimo ch’ella il sappia molto meglio di me, come si-//gnor valoroso che simili cose habbia nella mente trite; sì anchora per//ché non mi è nascosto quanto il detto a lei sia charo, e quanto disiosa//mente l’habbia per molti giorni aspettato. Resta dunque solo ch[e] | io humilmente a v.s.i. basi la mano e mi raccommandi, con offerirmi | a lei tal qual io mi sono per buono e leal servitore. E N.S. Dio la | conservi et exalte secondo il suo disio. In Pont(ecor)vo a xiiij di | Giulio MDXLII. Di V.S.I. e R.ma
Devotiss(im)o servitore
Giovanni Andrea Gesualdo