Scheda
Titolo: Lettera CLT0370
Data: 1542.10.08
Anno: 1542
Luogo: Roma
Mittente: Claudio Tolomei
Destinatario: Francesco Orsini
Sesso Mittente: M
Sesso Destinatario: M
Redattore: Gloria Fiorentini
Trascrizione
b. 90/3 doc. 370 Claudio Tolomei
Ill.mo et R.mo Mons.or
Io mi rallegro molto con v.s. del felice successo de la sua an=//data il quale è stato a punto come io sperai et credetti sempre. Et | caso era un mancar troppo a sé stesso il fare altramente. Ho inte//so da più di questi sig.ri de la corte l’accoglienze el favore che le | ha fatto N.S. di che ho havuto estremo piacere. Et di più co//me tutti si son tenuti ben accarezati et satisfatti de la cortesia de | la s.v. onde ella più ben co(n)fidare di quanto frutto le sia stato | l’andare. Et come in questi casi i denari son bene spesi, non in | alcuni altri, che si posson chiamar gittati. Resta hor Mons(ign)or | che la s.v. dopo così buon principio segua a far l’altre cose | che bisogna(n) per utile et honor suo. Et non è buono il fermarsi | qui et ritornare a le prime difficultà. Che le prometto cer//tamente che s’ella piglia quella via che può et deve, e non pas//sarà troppo tempo ch’ella arrivarà a quei gradi di facultà et | d’honore ch’hogni suo buon servitor le desidera. Mi parrebbe ch(e) | v.s. si risolvesse accommodare alcune cose sue venirsene a | star questo verno a Roma. Et se in questo o in altro le posso | far servitio alcuno, mi comandi. Che sa se le son servitor di cuore. | Et senza più dire le bacio le mani et molto mi racc(oman)do. Di Roma | a li viij di ottobre 1542.
D.V.Ill.ma S.
Humil servitor Claudio | Tolomei
Ill.mo et R.mo Mons.or
Io mi rallegro molto con v.s. del felice successo de la sua an=//data il quale è stato a punto come io sperai et credetti sempre. Et | caso era un mancar troppo a sé stesso il fare altramente. Ho inte//so da più di questi sig.ri de la corte l’accoglienze el favore che le | ha fatto N.S. di che ho havuto estremo piacere. Et di più co//me tutti si son tenuti ben accarezati et satisfatti de la cortesia de | la s.v. onde ella più ben co(n)fidare di quanto frutto le sia stato | l’andare. Et come in questi casi i denari son bene spesi, non in | alcuni altri, che si posson chiamar gittati. Resta hor Mons(ign)or | che la s.v. dopo così buon principio segua a far l’altre cose | che bisogna(n) per utile et honor suo. Et non è buono il fermarsi | qui et ritornare a le prime difficultà. Che le prometto cer//tamente che s’ella piglia quella via che può et deve, e non pas//sarà troppo tempo ch’ella arrivarà a quei gradi di facultà et | d’honore ch’hogni suo buon servitor le desidera. Mi parrebbe ch(e) | v.s. si risolvesse accommodare alcune cose sue venirsene a | star questo verno a Roma. Et se in questo o in altro le posso | far servitio alcuno, mi comandi. Che sa se le son servitor di cuore. | Et senza più dire le bacio le mani et molto mi racc(oman)do. Di Roma | a li viij di ottobre 1542.
D.V.Ill.ma S.
Humil servitor Claudio | Tolomei