Scheda
Titolo: Lettera ABL0335
Data: 1527.10.24
Anno: 1527
Luogo: Lode
Mittente: Aloisio Barno da Lodi
Destinatario: Felice della Rovere
Sesso Mittente: M
Sesso Destinatario: F
Redattore: Gloria Fiorentini
Trascrizione
b. 95/2 doc 335 Aloisio Barno da Lodi
Ill.ma S.ra mia oss(ervandissi)ma. Rendendomi certissimo che la s.v. si harà da meravigliar(e) non | poco della mia tardità a far riverentia a quella con mie l(ette)re rechiede | il debito et la mia dedicata servitù che veramente le demostratione tanto humane | no(n) meritano che eterna memoria et prometto a v.s. che l’affetione mia insie=//me con l’obligo grande mi tene uno continuo desio de venire ogni modo alli suoi | servitij non perdonando a cosa alcuna che mi potesse impedire perché in effetto | li sono troppo divoto et affecionato servitor(e). et volesse Dio mi fosse | concesso tanta gratia poter con qualche degno effetto dimostrar(e) questo | mio bono animo verso v.s. suoi s.ri figliuoli et tutta casa che mi | reputerei beato et non facultate nè altra cosa a me cara seriano anteposte | ma di bon cor(e) tutto alli servitij et com(m)odi suoi seriano expese.
Della comiss(io)ne che v.s. mi diede di far opera p(er) trovarli uno homo | dotto in greco et latino per ‹…› li s.ri figliuoli la confusione delle | cose è tale che no(n) se trova niuno a queste bande al proposito et poi no(n) ho | anche possuto far quella diligentia per esser(e) stato a Chioza gravemente | amalato come per un’altra mia scrissi a v.s. quale pensando forse sia | malcapitata li ho voluto replicare questa facendoli intender(e) che no(n) mancarò | de investigar(e) diligentemente per far cosa grata a quella et s.ri suoi figliuoli | Alla quale insieme co(n) essi humilmente mi racc(omand)o A Lode alli xxiiij | di ottobre MDXXVIIJ
Di V. S. Ill.ma
Humile servitore | Aloysio Barno da Lode
Ill.ma S.ra mia oss(ervandissi)ma. Rendendomi certissimo che la s.v. si harà da meravigliar(e) non | poco della mia tardità a far riverentia a quella con mie l(ette)re rechiede | il debito et la mia dedicata servitù che veramente le demostratione tanto humane | no(n) meritano che eterna memoria et prometto a v.s. che l’affetione mia insie=//me con l’obligo grande mi tene uno continuo desio de venire ogni modo alli suoi | servitij non perdonando a cosa alcuna che mi potesse impedire perché in effetto | li sono troppo divoto et affecionato servitor(e). et volesse Dio mi fosse | concesso tanta gratia poter con qualche degno effetto dimostrar(e) questo | mio bono animo verso v.s. suoi s.ri figliuoli et tutta casa che mi | reputerei beato et non facultate nè altra cosa a me cara seriano anteposte | ma di bon cor(e) tutto alli servitij et com(m)odi suoi seriano expese.
Della comiss(io)ne che v.s. mi diede di far opera p(er) trovarli uno homo | dotto in greco et latino per ‹…› li s.ri figliuoli la confusione delle | cose è tale che no(n) se trova niuno a queste bande al proposito et poi no(n) ho | anche possuto far quella diligentia per esser(e) stato a Chioza gravemente | amalato come per un’altra mia scrissi a v.s. quale pensando forse sia | malcapitata li ho voluto replicare questa facendoli intender(e) che no(n) mancarò | de investigar(e) diligentemente per far cosa grata a quella et s.ri suoi figliuoli | Alla quale insieme co(n) essi humilmente mi racc(omand)o A Lode alli xxiiij | di ottobre MDXXVIIJ
Di V. S. Ill.ma
Humile servitore | Aloysio Barno da Lode